CALABBROG

Il blog sulle calaibridAZIONI

Cu sugnu ia..ma cu siti vua?

Utente: Calabbrog

U stipettu

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---

L'Italia ripudia le mafie: NON LASCIAMOCI SOLI - www.ammazzatecitutti.org


Anu passat i ccà

*loading* Cristiani
lunedì, 26 febbraio 2007

Cutro è un coagulo di contraddizioni. Basti pensare ad esempio ad un funerale. Ci si può piangere, ma ci si può anche ridere. Folle sovrumane di gente si recano in Chiesa. “Che fai pomeriggio?”
“DEVO andare a quel funerale!!!”
Dove devo sta a significare che chi ci va lo fa non perché realmente lo sente ma perché è un dovere, un dovere religioso radicato in questo semplice modo di esprimersi.

Il dovere è il concetto e il sentimento più presente nella cultura e nella tradizione di questo paese.

Il dover andare in chiesa perché si deve fare, il dover rispettare il boss, il dover portare il lutto se muore un caro a prescindere dalla volontà di portarlo, il dover salutare anche chi non ti sta simpatico, il dover cucinare per l’uomo di casa, il dover fare l’uomo di casa, il dover farsi gli affari propri, il dover lamentarsi come unico sistema per esorcizzare le disgrazie. Il parlare delle disgrazie altrui sono tutti elementi che portano a un significativo denominatore comune: l’omertà.

I funerali diventano carnevaleschi esperimenti di socializzazione tra i presenti, “fare il dovere” significa presenziare, porgere le condoglianze per dimostrare di aver presenziato e per poter dire e dimostrare che “Io c’ero!”, “Io ho fatto il mio dovere”.

Cutro è un contenitore di storie, che per esperienza vissuta ci si appiccicano addosso e non si scrollano.

Cutro è in eterna contraddizione con se stesso, è un concetto, un modo di vivere, un modo di essere, un modo di dover essere.


postato da: Calabbrog alle ore 01:44 | link | commenti (12)
categorie: calabriflessioni
mercoledì, 21 febbraio 2007

saltiamo insieme

La cosa triste è che quando eravamo piccoli....
tutti ci siamo vestiti da Carnevale.... o quanto meno
i nostri genitori lo facevano al posto nostro....
certo non eravamo noi a deciderlo, come non decidevamo di
fare la Comunione o il Battesimo, la scuola da frequentare,
il posto in cui vivere eccetera.....
quand'ero piccolo mi sono vestito da Arlecchino, Pulcinella,
Moschettiere, Sceriffo, Superman, Zorro, Aladino, Ali babà,
il mago famosissimo dei cartoni animati di cui non ricodo il nome,
poi verso gli undici anni da Punk, da Don Abbondio, alle scuole superiori da babbo Natale, da Diego Abatantuono. Mi ricordo che per  due anni di seguito abbiamo costruito un carro.... il primo era satirico verso il parroco del paese, il secondo verso il sindaco....per due anni di seguito abbiamo vinto un premio
oggi ci siamo mascherati.... io da Dinosauro. Una razza estinta o quasi come la razza di quelli che festeggiano ancora il Carnevale. forse ero ironico, ma forse realista.
ci sono più maschere in giro ad Hallowen.
Forse tra qualche anno il nostro calendario segnerà rosso anche sul 4 luglio...
così avremo anche noi un meraviglioso Indipendence Day.
yuuuuu
su saltiamo tutti insieme
Ma forse nei piccoli paesini il carnevale si festeggia ancora

postato da: Calabbrog alle ore 02:54 | link | commenti (5)
categorie: calabriflessioni
domenica, 18 febbraio 2007

culture comprensibili (o in?)

Quanto è facile parlare, spiegare comprendere la propria cultura....
ci sono alcuni limiti ma alla fine ci si riesce sempre a raccapezzare...
poi un film e un libro ti sconvolgono....come succede solo raramente....
culture così distanti dalla tua che fai fatica a capire di cosa si stia parlando....
da cosa partire, da quali presupposti partire per capire un pò, per afferrarne il senso...

"Il giappone è un posto parecchio strano"   Ghost Dog (jim Jarmush)

Sconvolto è l'unico aggettivo che posso utilizzare per descrivere la sensazione immediatamente dopo il film..... a cui seguono 40 minuti di silenzio.... non per capire no.... ma per riflettere su ciò che era necessario riflettere....
è come se mi fossi svegliato da un lungo sonno....
ci sono cose così distanti da noi!!
eppure sono solo gli stereotipi che aiutano sia loro che noi nella nostra convivenza....
"La natura dell'universo è costituita da un'infinità di contraddizioni tenute insieme dalla contraddizione assoluta: l'uno è il molteplice, il molteplice è l'uno. Si richiede dunque d'abbandonare la logica classica e aprire lo sguardo alla realtà e al pensiero creativo (ciò che i saggi chiamano satori, oppure illuminazione)"
Ma cosa c'azzecca la Calabria con il Giappone?
Ma un pò tutto l'Occidente....
è quello su cui sto cercando di riflettere....
con molte difficoltà!


postato da: Calabbrog alle ore 13:29 | link | commenti (1)
categorie: calabriflessioni
mercoledì, 29 novembre 2006

8 anni

Vidi un bimbo di otto anni figlio di non so quale zio del nipote del compare d'anello di non so chi....fatto sta che ci trovavamo nello stesso contesto io e i suoi genitori.. lo guardo bene e non faceva altro che guardarsi le scarpe... come se aspettasse che qualcuno gli ponesse la fatidica domanda: "che belle scarpe, dove le hai comprate?". tipico dei bambini, voler attirare l'attenzione, volersi sentir dire quanto sei carino, allora sei grande, anche se poi arrossiscono.. è un sadico piacere quello che provano i bambini nell'ostentare qualcosa... un sadico ingenuo e istintivo esibizionismo....
Io- Che belle scarpe!!!
Bimbo -Sono della Nike
Io- E sono nuove?
B- Si le ho comprate ieri, e le ho pagate 300 euro.

(aveva ai piedi le nike air max p5 6x totem all stars maicol jordan con il liquido combustibile F1schumacher)

I- e perchè fai spendere ai tuoi genitori tutti questio soldi per delle scarpe, se poi ci giochi a pallone e si rovinano?
B- Ma io non ci gioco con queste!
I- E se i bambini del tuo quartiere giocano a calcio tu che fai? li guardi?
B- a me non mi piace il calcio. e poi mi rovino le scarpe. e poi mi servono. perchè a scuola o sei bello o hai i soldi!!!

Capite??? altro che katz e Lazarsfeldt e two step flow comunication e teorie ipodermiche e adorno e umberto eco e teoria che never was. Questa è realtà altro che never was.
E la cosa triste è che uno gnacchetto di 8 anni mi ha spiegato dove cacchio sta andando il mondo. E con la mia laurea mi ci pulisco il..................

postato da: Calabbrog alle ore 15:05 | link | commenti (21)
categorie: calabriflessioni
mercoledì, 22 novembre 2006

l'abito fa il monaco...

e anche la reputazione di chi si presume appartenga alla tua categoria...e non ditemi che non è vero.... lavoro in un pub e il confine tra formalità e informalità è decisamente molto marcato.... divento formale scrutando una persona, immaginando già da un semplice sguardo che tipo di tattamento si aspetta da me.... o da un barman in generale.... fosse per me tratterei tutti a scorregge e rutti... così nessuno si lamenta..... ad esempio: circa due anni fa, cercavo lavoro per mantenermi gli studi (la sola borsa adisu mi copre solo l'affitto e le bollette, tra l'altro a malapena)..... andai a fare un colloquio
" Salve, so che cercate un Barman per quattro giorni a settimana!"
"Di dove sei?"
"Beh, sono calabrese, ma vivo qui da qualche anno!"
"Si capisco, ma noi preferiamo non avere Calabresi. Sai voi lavorate con ritmi diversi. Qui a Roma abbiamo ritmi molto più frenetici!"
Io allibito. Ancora adesso cerco di interpretare la risposta. Mi viene da ridere come allora. Ma non riesco a capire su quale base, quel tale abbia potuto formulare una tale risposta. E se avesse ragione?
Beh se avesse ragione non riesco proprio a capire che cosa sia quel famoso classico "Ozio Romano", o perchè un luogo comune ( sbagliato come tutti i luoghi comuni) vuole che i romani siano quelli che hanno meno vogli di lavorare in tutta la penisola. Noi Calabresi siamo tra virgolette mafiosi, permalosi e tutto quello che volete. Credo un pò tutti lo siano. Ma che non abbiamo voglia di lavorare proprio non me lo spiego.
A scanso di equivoci, Romani vi voglio bene, ma solo voi potete aiutarmi a capire cosa significhi quella frase. Evidentemente esiste un luogo comune anche per noi, e io non ne sono al corrente.
V salutu

postato da: Calabbrog alle ore 01:29 | link | commenti (6)
categorie: calabriflessioni
lunedì, 09 ottobre 2006

...Io e Thai...

Indicherò  C per Calabbrog T per Thai...

C: stavo solo riflettendo

T: perchè loro non hanno molte risoluzioni tu si

C: in che senso?

T: nel senso che non sei fermo come loro

C: il fatto di aver messo il naso fuori da sto purgatorio? no, non credo c'è gente che ritorna!! tanta..

T: e perchè secondo me, in un paese piccolo come il nostro..

C: .....è un legame più profondo non lo riesco a capire... alcuni vanno fuori, emigrano e tentano di riprodurlo...vorrebbero portarsi dietro il cazzo del paese oppure tornano facendo finta di aver visto chissà quale cazzo!!! 

T: in un paese piccolo come il nostro...... senza essere 'NESSUNO'... sei importante...che poi è tutto relativo...nel senso che

C: ho capito che vuoi dire 

T: che in ogni uomo c'è il bisogno di sentirsi riconosciuto da altri... e a cutro è molto più semplice rispetto a roma ad esempio... e per questo ritornano, perchè non sostengono quell'essere uno tra i tanti...ed hanno bisogno di ritrovarsi...visto che un tempo hanno già esperito questa sensazione!!

C: quale sensazione?

T: l'approvazione...il riconoscimento. Ma tu cosa senti? Cosa pensi?

C: qui a cutro? Che non me ne frega un cazzo, cioè, me ne frega in quanto a volte sento che ne sono influenzato. A volte anche io mi sento cutrese.... nel senso brutto...poi ci sono una marea di pregi.... ma i difetti sono più evidenti, più esteriori. Ma in realtà me ne frega poco o niente!!!

T: in che senso ti senti cutrese...cioè brutto

C: Sento, anzi so, che tra non so quanto tempo....cioè questo paese non durerà all'infinito, o forse il contrario. E' un paese senza speranza...o con poca..sono cambiate tante cose nel corso degli anni. ' E' rimasta solo la mafia e la religione'..         capisci cosa voglio dire?

T: si!!!

C: Lo amo così tanto sto posto, al punto da odiarlo!!!

T:  e si capisce in tutto quello che scrivi... Forse distaccandotene lo vedresti con altri occhi 

C: e tu invece?

T: io che rapporto ho con cutro.. più o meno uguale al tuo! Ma ho pensato che è un posto che finirà di essere così ma manterrà comunque delle radici c'è gente che ama vivere così.

C: e perchè siamo insieme io e te? Spero a prescindere ma è strano o no?All'inizio eravamo diffidenti l'uno dell'altro. Solo perchè siamo di Cutro. Ti rendi conto che atrocità, a volte compie questo posto?

T: si vabbè, ma io non lo vedo con questi occhi negativi per me stare con te che sei di cutro ....è come se mi fossi riinnamorata anche di cutro!

C: Addirittura! Magari io ne parlo un pò di più

T: Secondo me il nostro paese è pieno di gente intelligente... e noi non lo sappiamo... e i rincoglioniti magari siamo io e te che stiamo qui a parlarne...


postato da: Calabbrog alle ore 00:23 | link | commenti (4)
categorie: calabriflessioni
mercoledì, 13 settembre 2006

Stacchetto pubblicitario

Spostò il pensiero.
Lo sparò lontano.
Si perse.
E si ritrovò più in là.
Sbagliò mira.
Soffrì.
Sopravvisse.
Ma sull'orlo di un baratro.
Tornò in sè.
Si destò.
Il pensiero era tornato al suo posto.
Un'ampio sorriso deformò il suo viso.
Vicino a lui c'era qualcuno.
Ma non si voltò a guardare.
Voleva vivere in eterno quel mix di sensazioni.
Sensazioni.
Sensazioni.
Sensazioni.
Diverse.
Contrastanti.
In conflitto.
Contraddittorie.
Fragili.
Profonde.
INCOMPRENSIBILI.
Poi mandò tutto affanculo.
Si voltò.
La voglia di soffrire era più forte di una attimo di felicità.

postato da: Calabbrog alle ore 17:48 | link | commenti (2)
categorie: calabriflessioni
venerdì, 08 settembre 2006

Che cos'è allora?

L'atavica usanza, in Calabria, di definire con la parola "CRISTIANO" qualsiasi persona di qualsiasi razza o religione è una forma di conservazione del potere della nostra religione di Stato, una sorta di imposizione di un termine entrato a pieno titolo nel linguaggio corrente per acquisire anche altri significati o molto più semplicemente un riflesso dell'ancora grande potere della religione in Calabria e in tutto il sud? mentre per noi, nuove generazioni, la religione è qualcosa che in un certo senso ci coinvolge e ci tocca sempre meno da vicino, un extracomunitario musulmano, che arriva da Africa e via dicendo, per lavorare in campi di barbabietola e alla raccolta dei pomodori, o ancora nella vendemmia di metàsettembre, e che si sente chiamare "Cristià, camina ccà" o ancora "Chi cajj i Cristianu" si dovrebbe sentire integrato in un sistema che non è il suo e che ancora per molto non lo sarà, o discriminato perchè non si tiene conto della sua religione?

postato da: Calabbrog alle ore 18:41 | link | commenti
categorie: calabriflessioni
lunedì, 04 settembre 2006

Breve parentesi di benvenuto a tutti voi

Certe volte le parole mi rimangono trafitte dalle frecce dei pensieri. E' come se nel nucleo del mio sistema neuronale fossero posizionati centinaia di archi pronti a scagliare la loro freccia. Un imput e partono. Ma tutte insieme e in direzioni diverse. Ne scegli o ne segui una,    , ma ti perdi le altre. E allora mi accorgo che a volte mi vengono fuori una marea di stronzate che penso un pò più in là.. ma non proprio lì. Io, più o meno la so la Calabria. Ma come faccio a spiegarla a chi per caso passa e legge? Li sta il problema!! E li sta il mio tentativo! Mi sto appassionando e spero che alla fine di questa avventura riesca a capirci qualcosa in più anche io. E che magari con l'aiuto di chi mi lascia qualche critica o qualche nota...beh..insomma. Ben arrivato a chi ci passa e buona permanenza a chi decide di accompagnarmi nel viaggio. In Calabria... e forse anche fuori.


postato da: Calabbrog alle ore 11:16 | link | commenti (2)
categorie: calabriflessioni
domenica, 03 settembre 2006

Nota positiva

Avrò postato in totale una decina di post... rileggendoli se non li avessi scritti io penserei "cazzo, ma la calabria è proprio un bel posto di merda!!?!!". Beh, in realtà è un posto meraviglioso. da qualche parte ho letto o sentito dire che quando la vivi quotidianamente la senti tua...ogni angolo, ogni conversazione, ogni dinamica, ogni routine entra a far parte di te... fa parte di te... ma quando te ne allontani per un pò... e ci ritorni niente è più tuo.. non la riconosci più... eppure è sempre la stessa...le stesse persone, gli stessi volti smunti di sempre, le stesse contraddizioni, gli stessi posti... un posto a volte immutabile... sei tu che scontrandoti con realtà diverse ti modifichi e non riesci più a capire come 12 mesi all'anno si faccia a vivere così... ed è così..ho vissuto in Calabria quasi 20 anni da ormai quasi 5 sono scappato via........Più te ne allontani e più ti manca poi ti avvicini e ti viene di nuovo voglia di scappare... SEMBRA IL PARADISO IN TERRA MA ALLO STESSO TEMPO IL POSTO DIMENTICATO DA DIO...


postato da: Calabbrog alle ore 17:57 | link | commenti (3)
categorie: calabriflessioni