Il blog sulle calaibridAZIONI
In de col men seivuan
prisencolinensinainciusol ol rait
Uis de seim cius men
op de seim ol uat men
in de colobos dai
Trr...
Ciak is e maind beghin de col
bebi stei ye push yo oh
Uis de seim cius men
in de colobos dai
Not is de seim laikiu
de promisdin iu nau
in trabol lovgiai ciu gen
in do camo not cius no bai
for lov so op op giast
cam lau ue cam lov ai
Oping tu stei laik cius
go mo men
iu bicos tue men cold
dobrei gorls
Oh sandei...
(coro)
Ai ai smai sesler
eni els so co uil piso ai
in de col men seivuan
(coro)
Prisencolinensinainciusol ol rait
Uei ai sint no ai
giv de sint laik de cius
nobodi oh gud taim lev feis go
Uis de seim et seim cius
go no ben let de cius
end kai for not de gai giast stei
Ai ai smai senflecs
eni go for doing peso ai
In de col mein seivuan
prisencolinensinainciusol ol rait
lu nei si not sicidor
ah es la bebi la dai big iour
(coro)
Ai ai smai senflecs
eni go for doin peso ai
In de col mein saivuan
prisencolinensinainciusol ol rait
lu nei si not sicodor
ah es la bebi la dai big iour
Stazionavamo per lunghe ore agli incroci in attesa di qualcuno che ci indicasse il tragitto, notizia che ci veniva data da qualche contadino di ritorno dal lavoro o da pastorello, laconicamente: "A pendinu" o "N'susu" o con altra ugualmente sintetica espressione.

N.Gimigliano, Occhialì Historiae
E da allora, nel modo di esprimersi, forse poco è cambiato!!!
Visto dall'alto l'inferno degli italiani è bellissimo.
Dalla rocca di Erice, dall'aereo che scende sul mare
verde e franto di Punta Raisi, dalle radure del Pollino
su cui trascorrono nubi leggere fra i due mari esso
sembra disegnato per gli dèi.
Alle porte di questo inferno, dentro questo inferno ti
avvolgono i profumi dei mirti, della macchia, degli aranceti,
del salso che arriva dall'isola delle Femmine sulla strada
di Palermo, dentro i calori della terra calda.
Questo inferno degli italiani pieno di linfe sulfuree,
di sorgenti fumanti, di lave scorrenti senza il quale noi
del settentrione che ci portiamo addosso gli odori scialbi
delle marcite, i gusti tenui dei pesci di lago non ci sentiremmo
mediterranei, non ci sentiremmo anche noi figli della terra
"in cui fioriscono i limoni".
E allora per quale peccato originale,
per quali orgogli,
per quale maledizione della storia,
per quale "fatalità geografica"
noi italiani del nord e del sud
non riusciamo a fare di questo nostro paese
un paese unito?
Giorgio Bocca, L'inferno